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PRESS

Recensione del nuovo disco dei WASABI Trio "Closer" (VVJ -Via Veneto Jazz-) a cura di Filippo Bianchi
Corriere Della Sera (Io Donna)
di Filippo Bianchi

Il pianista Alessandro Gwis, il Contrabbassista Lorenzo Feliciati e il Batterista Emanuele Smimmo danno vita ad un bel trio pieno di verve e di "fuoco", con in più il coraggio di non rifugiarsi nel porto rassicurante del repertorio standard, per osare tutte composizioni proprie. Quando entra in scena il formidabile trombettista Cuong Vu, lo fa come una mosca: ovviamente non nel senso di fastidioso, ma di veloce e totalmente imprevedibile, zigzagante. I suoi interventi incrementano un tasso di originalità peraltro già piuttosto alto.

Grande successo del Wasabi trio al Jazz Expò...
21/11/2010
LA NUOVA SARDEGNA
EMERGENTI
Nel Set di Wasabi trio
Cuong Vu, un talento in crescita
di Andrea Musio

Cagliari. Il jazz europeo incontra quello newyorkese vietnamita all'insegna della sperimentazione
in uno spettacolo ad alto voltaggio per l'inaugurazione dell'edizione 2010 dell'European Jazz Expò.
Ad aprire venerdì sera, il cartellone della tre giorni organizzata da Jazz in Sardegna, una delle più promettenti formazioni del Belpaese, il Wasabi trio con una special guest, veramente molto speciale,
il trombettista Cuong Vu in doppio spettacolo al T-Hotel per il trio allargato che ha mostrato quanto
ormai è consolidata la collaborazione fra i romani del wasabi e il trombettista naturalizzato a New York, amatissimo da Pat Metheny.
Una collaborazione che fa volare alto il virtuosismo dei musicisti in cui l'elettronica, il blues, la musica contemporanea e quella classica, a tratti prendono il sopravvento con risultati inaspettatamente entusiasmanti.

Un concerto incentrato sulle composizioni del Wasabi trio, in parte pubblicati sul disco "Closer"
(Via Veneto Jazz 2010), insieme allo stesso Cuong Vu.

Tra le sonorità notturne di "Langhe oscure", quelle che profumano di classica come nella tittle track "Closer", la spy story di "Grand Guignol Wasabi" e la trascinante "Country girl", Wasabi e Vu hanno dato vita ad un live esaltante, sempre su alti livelli, intenso e rilassante allo stesso tempo. I due set hanno mostrato ampiamente le qualità soprattutto di un solista d'ingegno e fantasia come Cuong che, seppur assai giovane ha delle doti notevoli - un fraseggio scintillante e una verve creativa fuori dal comune - per andare lontano.

Da REPUBBLICA -"CLOSER" Jazz rock colto in salsa piccante - di Federica Grappasonni

Un jazz rock nel suo significato più colto e per questo non commerciale. Alessandro Gwis, Lorenzo Feliciati ed Emanuele Smimmo si fanno piccanti ed energici proprio come il nome che indossano: Wasabi. Per Via Veneto Jazz pubblicano Closer, album dal respiro internazionale e dai forti contrasti. C'è il tocco meditativo del piano di Gwis, il dinamismo percussivo di Smimmo e la tensione del basso di Feliciati, che firma gran parte dei brani. Undici tracce di melodie delicate, le cui svolte ritmiche, improvvise ed imprevedibili, rendono la struttura a tratti inafferrabile. In questo "non luogo" piacevole si fanno spazio i registri sovracuti di Cuong Vu, celebre trombettista di origine vietnamita ascoltato nel Pat Metheny group e con David Bowie, che impediscono anche all'ascoltatore più evidente di lasciarsi andare.

RECENSIONE DEL CD " CLOSER" DI WASABI TRIO SUL NUMERO DI GENNAIO 2011 DI MUSICA JAZZ A CURA DI ALCESTE AYROLDI

Come promette il nome del trio, è sicuramente piccante questo cd, reso ancora più sapido dalla tromba di Cuong Vu. I brani sono per lo più del bassista, che conferma una scrittura fresca e ribollente di idee; tre sono di Gwis e uno del batterista. Wasabi prende spunto dalla lezione billevansiana ma ne modifica i contenuti e li amplia esplorando ogni sacca della musica contemporanea. Un lavoro che sorprende ad ogni svolta d'angolo, energico, dai rapidi cambi di metrica e di struttura grazie al vigore, ai timbri e colori disegnati da Smimmo, e all'equilibrio ritmico, alla creatività e al suono moderno di Feliciati. Fa bella mostra in tutto l'album la forza narrativa sospinta dalla spiccata definizione delle dinamiche e da Gwis, che sfoggia un pianismo delicato con la costante esposizione degli accordi, contrapposto a muscolose folate armoniche. Il moderno armamentario concettuale è completato dalle note di Cuong Vu, che arrivano sempre in tempo, con i registri sovracuti e con la pirotecnica degli effetti elettronici. Bella musica per orecchie esigenti

recensione del cd "CLOSER" del trio Wasabi a cura di Gianni B. Montano per Jazzitalia

"Closer" è la più recente incisione di Wasabi che testimonia la volontà, da parte del gruppo, di approfondire e far evolvere elementi già presenti nel precedente cd. Il trio romano suona un solido jazz moderno, impreziosito da melodie apparentemente semplici e contagiose per la loro cantabilità, dotate di ritmi vicini ad un funky controllato, mai chiassoso e strabordante. Alessandro Gwis è tastierista tecnicamente ferratissimo con un suono scintillante o meditativo, a seconda delle situazioni e l'opzione di esprimersi con l'iterazione di brevi frasi su cui elaborare divagazioni ampie e ben articolate. Lorenzo Feliciati è autore di sei tracce di diversa fisionomia, ora più soft e vagamente malinconiche, ora più "tirate" e mosse. Il suo basso è capace di offrire un accompagnamento preciso e discreto o di uscire in assoli tematici ben costruiti.
Emanuele Smimmo è batterista eclettico. Sa far alzare la temperatura dei vari brani con un drummin' pieno e potente di sapore latineggiante o suonare in controtendenza al pianoforte occupando un ruolo di alter ego solistico del tutto funzionale al contesto. L'ospiteCuong Vu aggiunge un qualcosa in più, facendo lievitare la musica del trio verso scenari luminosi e selvaggi, causando una mutazione all'interno delle composizioni, decisamente in positivo. I brani migliori del disco sono proprio quelli in quartetto."Langhe oscure" inizia a tempo lento, l'uso di effetti elettronici serve per colorare lo sfondo, non per sovrapporsi o sostituire le voci dei protagonisti. La tromba davisiana della guest star vietnamita si inserisce per tratteggiare paesaggi sonori immaginari eppure concreti, trasportando la musica in una dimensione metropolitana e onirica al tempo stesso. "Autostrade" si muove piano, con circospezione, poi si allarga, "aumenta le corsie", si potrebbe parafrasare, per inglobare un magistrale duetto fra piano e tromba. "Country Girl" è su tempo medio e si caratterizza per il suono vero, naturale dell'ottone e per il vigoroso incalzare del pianoforte che insegue il percorso del fiatista fino ad affiancarlo o a superarlo. Fra gli altri pezzi, tutti piuttosto omogenei come qualità, si raccomanda particolarmente "Trum", su tempo medio con accenti pop e un fraseggio jarrettiano di Gwis o prossimo al sound di Esbjorn Svensson.
Nelle note di copertina Ernesto De Pascale scrive che il trio "riscrive il jazz usando la carta da musica di 40 anni fa, senza cancellarne le note già scritte". Invero, ad ascoltare il lavoro, sembra che il debito alla tradizione riguarda periodi storici più vicini a noi. Quarant'anni fa l'avanguardia virava verso il free o il jazz rock. Wasabi si ispira piuttosto a tutto quanto è ruotato attorno al jazz dagli anni settanta in poi, producendo una musica a suo modo meticcia e derivata da evidenti contaminazioni con altri generi. Una musica, cioè, che si arricchisce di tanti rimandi, pur restando inequivocabilmente legata al jazz. E si tratta di un jazz gradevole, ricco di ritmo e di melodia, con una cifra stilistica abbastanza personale. E non è facile risultare personali oggi.

Gianni B. Montano per Jazzitalia


Da Jazz Convention "Jazzin' Sardegna. XXVIII Festival Internazionale" Scritto da Vincenzo Fugaldi

La parte più strettamente jazzistica dell'EJE 2010 comprendeva anche il trio Wasabi, composto dal contrabbassista Lorenzo Feliciati, dal pianista Alessandro Gwis e dal batterista Emanuele Smimmo, con ospite il trombettista Cuong Vu. Fortemente penalizzati per avere suonato in uno spazio inadatto, con già due cd all'attivo (il più recente è stato edito dalla Via Veneto Jazz nel 2010 e si intitola Closer), i musicisti hanno comunque proposto musiche estremamente interessanti, con l'inserimento dell'elettronica da parte di Gwis, buon interplay e grande spazio al fraseggio rivoluzionario di Vu, collaboratore di Metheny e Frisell, una delle più lucide e innovative intelligenze del panorama jazz odierno.

Articolo sul Jazz Expò di Cagliari a cura di Federico Fonnesu

Perla vera viene offerta da tre giovani musicisti romani insieme al trombettista viet-americano Cuong Vu, musicista che ha suonato insieme gente del calibro di Laurie Anderson, David Bowie, Pat Metheny, Bill Frisell. La collaborazione e' andata in scena a Cagliari: Lorenzo Feliciati, Emanuele Smimmo eAlessandro Gwis, ovvero il Wasabi Trio, insieme a loro la tromba di Cuong Vu, ospite anche nel disco"Closer", che durante il concerto hanno eseguito quasi integralmente con i bonus diMeeting,The Wasabi song, Waiting Muping DreamingeTalking Asshole. Brani semplici, linee melodiche particolareggiate con qualche coloritura, variazioni e leggere contaminazioni rock ed elettroniche per un mood molto accattivante. Il tutto in un equilibrio perfetto, molto orecchiabile, incredibilmente intimo, da vecchio (ma allo stesso tempo moderno) concerto jazz anni Sessanta. Cuong Vu non e' solo un apporto (o meglio, la star), sembra piu' il quarto componente del Wasabi.

Recensione CD Wasabi su JazzConvention
Wasabi with Cuong Vu - Closer
Scritto da Romualdo Del Noce
Domenica 12 Dicembre 2010 00:00

Via Veneto Jazz - VVJ 069 - 2010


Alessandro Gwis: piano, laptop, Moog piano systemLorenzo Feliciati: contrabbassoEmanuele Smimmo: batteria Cuong Vu: tromba, elettronica

Cosa sia stato lo spiritual jazz, evocato a filone-guida di questo disco, può richiamarlo il recupero di quel periodo che per noi ha fatto da ponte tra il '68 e il Movimento, mentre oltreoceano le implicazioni si estendevano dalle lotte per i diritti umani alla più responsabilizzata interfaccia con le radici africane. Una vena dunque impegnata ed insieme esoterica, che il trio romano ha inteso incarnare con il proprio stile, che all'ascolto s'esplicita da subito per la solidità d'impianto e la chiarezza d'emissione, pur svelando palese la legittima e non certo dissimulata filiazione dagli stilemi fusion. La sintesi pertanto è così operata da Alessandro Gwis, anima tastieristica di Aires Tango, Emanuele Smimmo, drummer di spessore nel titolato jazz nostrano, Lorenzo Feliciati, bassista completo e dalla doppia anima rock-jazz e, a completare la formazione, un personaggio che già vanta presenze di rango: certamente più noto per aver militato nel Pat Metheny Group d'inizio decennio, il trombettista vietnamita Cuong Vu ha frequentato alfieri dell'avanguardia pop quali Bowie e Laurie Anderson, spendendosi anche in incisioni personali (tra cui particolarmente vorremmo recuperare quel It's mostly residual in cui ha coinvolto in insolite modalità un Bill Frisell). La sicurezza e pienezza di tocco di Gwis, la respirazione plastica della batteria di Smimmo, i giri assertivi del basso di Feliciati dispensano padroneggiate alternanze emotive, dalla conquista della luce per semplici giochi di contrasto (Trum) fino all'introversa e materica Closer, e l'incontro con l'ottone di Vu, capace di disintegrarsi in lunghezza così come di ergersi in calde fiammate, drammatizza e stravolge per emotività la distaccata introduzione al mistero in Langhe Oscure, si lacera nella più acida e metafisica Ancora Autostrade, plasmando infine le incalzanti tensioni metropolitane che innervano la coinvolgenteCountry girl. Certo ben valorizzati dalla scultorea ripresa sonora, i protagonisti realizzano un album che, al di là delle scelte stilistiche esposte, non passerà inosservato per fibra espositiva, visione allargata e concretezza.

Spettacoli e Società
Virtuosismi anni '60 via web
Se i ragazzi Wasabi incontrano Cuong Vu

Domenica 21 novembre 2010

Ah, magia della tecnologica rete mondiale e dell'umiltà dei grandi! Tre giovani musicisti romani suonano insieme un bel jazz di matrice europea e grazie a Myspace contattano il quotatissimo trombettista viet-americano Cuong Vu dal curriculum impressionante (Laurie Anderson, David Bowie, Pat Metheny, Bill Frisell); lui, da Settle, ascolta via WEB la loro produzione e nasce una collaborazione. I primi increduli sono proprio loro: Lorenzo Feliciati, Emanuele Smimmo e Alessandro Gwis, ovvero il Wasabi Trio, formazione che ha aperto la tre giorni dell'European Jazz Expo a Cagliari per l'organizzazione di JazzIn'Sardegna. Con il Wasabi Trio c'era, ca va sans dire, anche la tromba di Cuong Vu, ospite anche nel disco Closer , edito recentemente e che durante il concerto eseguono quasi integralmente (con i bonus in aggiunta di Meeting , The Wasabi song , Waiting hoping Dreaming e Talking Asshole ).

Brani dalla struttura primaria volutamente semplice, linee melodiche sulle quali si inseriscono via via coloriture più marcate, accenti più tesi, variazioni tematiche.

L'equilibrio però rimane perfetto, intimo, come insegnato dalla migliore tradizione del jazz anni Sessanta. Naturalmente il tempo non è passato invano e sia la formazione dei singoli (Lorenzo Feliciati si definisce un rockettaro, Alessandro Gwis ha esperienze di musica elettronica) che le riletture e contaminazioni di esperienze e generi altri del jazz moderno contribuiscono al risultato finale.

L'apporto e l'approccio più sperimentale di Cuong Vu è in linea con l'insieme, tanto che più che una guest star sembra, semplicemente, il quarto componente della banda; aggiunge qualche ruvidezza qui e là ma, come dicono i protagonisti: «Quando proviamo è lui che ci chiede: questo come lo facciamo?», mettendosi così a disposizione di progetto complessivo. Un progetto maturo, di respiro internazionale, con un mood che cattura da subito, al contempo moderno senza strafare e classico mai banale.

( g.ca. )

Wasabi – “Wasabi” – Picanto Records – pic016 Wasabi offre una fresca rielaborazione dell'arte del trio e dinamiche tra i musicisti particolarmente interessanti. Innanzi tutto affiorano echi disparati: rock, progressive, elettronica....Questa contaminazione – derivante anche dalle diverse provenienze dei musicisti – permette di dare vita ad un trio jazz che si discosta da una formazione classica e che è capace di aggiungere una parola nuova a questo tipo di formazione. Ne risulta una musica rigorosa con molti obbligati e allo stesso tempo ricca di un interplay stimolante, capace di intrecciare una fitta rete di relazioni. Tutto questo assume un caratte affascinante, grazie alle tre diverse personalità musicali in un alchimia unica e interessantissima. I brani – quasi tuti di Feliciati tranne Autostrade e The talking asshole, di Gwis- sono accattivanti e sapientemente arrangiati, capaci di fornire spunti ai singoli musicisti: Gwis ha un pianismo suggestivo, integrato dall'uso ben calibrato del moog; Feliciati mette da parte i virtuosismi al basso elettrico per passare al contrabbasso e reggere sapientemente il discorso; Smimmo offre un drumming rigoroso e ricco di spunti. Wasabi è una sorpresa, un album valido che batte una via nuova capace di guardare avanti.

Michael Alberga (Musica Jazz)

WASABI Wasabi Picanto records/ Egea records 2009 L’intro iniziale, sommesso e programmatico, di The Meeting, ci introduce a quelle che saranno le prerogative di questo interessante e mai scontato disco del trio Wasabi. Il fulcro compositivo, ma equilibrato nelle ripartizioni, appartiene al contrabbassista Lorenzo Feliciati, autore di nove degli undici brani. Gli altri due sono firmati dal pianista Alessandro Gwis. Wasabi contiene disparati richiami alle tradizioni pianistiche passate e presenti, da Bill Evans a Bred Melhdau, alle sonorità introspettive e crepuscolari del nord Europa e al rock. I tre usano queste influenze per tessere la loro tela fatta di originali invenzioni timbriche e sonore che sono espresse al meglio in The Meeting, The Talking Asshole, Stolen Drums e Autostrade.

Flavio Caprera (JAZZiT)

WASABI Wasabi Picanto records/ Egea records Nasce un nuovo trio, piano, contrabbasso e batteria, Alessandro Gwiss, Lorenzo Feliciati – autore della maggior parte dei brani- e Emanuele Smimmo. Il sound è moderno, mai ingabbiato in un rigido schema, ma libero di seguire gli sviluppi della melodia, con sonorità ora più spesse ora più rarefatte. L’elettronica applicata al piano, con le sue aperture, a volte oniriche, a volte trionfali, crea ulteriore motivo di attenzione, costruendo atmosfere proiettate nel presente di una musica dove l’interplay tra i musicisti è totale. Jazz, non più jazz, in un intrecciarsi di ritmi, luoghi e atmosfere. Musica intrigante, presente, energica. Ottimo debutto.

Giuseppe Panenero (Strumenti Musicali)

Wasabi Wasabi | Picanto Records/Egea Records (2009) Ogni qual volta si mette nel lettore un CD di un trio piano-batteria-contrabbasso, c'è sempre l'eventualità di andare incontro a un ascolto standardizzato, prevedibile. Ma difficilmente la Picanto Records di Sergio Gimigliano si lascia catturare da progetti canonici, dalle trepidazioni schematizzate, e Wasabi ne è ulteriore prova. Disco che vede esprimersi un triangolo equilatero che ha come base il drumming provocante di Emanuele Smimmo e il suo vertice compositivo nel contrabbassista Lorenzo Feliciati (sono firmati da lui nove degli undici originali proposti), attento a non appesantire mai troppo lo scena e lasciare molto spazio ad Alessandro Gwis, pianista capace di interagire con alcune soluzioni elettroniche (il Moog Piano System nello specifico) e dalle ampie vedute timbriche, che delineano uno stile fresco e misurato all'occorrenza ("Black Book, Red Letters"). E sono proprio i due pezzi a firma di Gwis a finire senza ripensamenti sul taccuino dei nostri appunti: "The Talking Asshole" per ironia, capacità d'insieme, danzabilità, spirito; e "Autostrade," piccolo gioiello di crepuscolare bellezza. Wasabi è un disco che cattura fin dalle prime battute (coinvolgente l'iniziale "The Meeting," tutta ammiccamenti melodici e sottintesi ritmici) e riesce a mantenere alta l'attenzione dell'ascoltatore grazie, soprattutto, all'interplay positivo all'interno del trio, e al continuo progredire di una musica che, giustamente, guarda alla tradizione del passato, ma che mira dritta alla fonte delle emozioni rinnovabili.

Roberto Paviglianiti( All About jazz)

WASABI Wasabi Picanto Records/Egea Records La formula del trio (piano, contrabbasso e batteria) si presta da sempre all’estrema sintesi, ma anche a possibilità espressive molto ampie se i musicisti che si imbarcano in un’avventura del genere ne sono consapevoli e capaci. È formula, tra l’altro, che può attraversare stili, linguaggi e confini senza soluzione di continuità, passando con apparente semplicità dal jazz, al rock, dalla musica contemporanea a quella elettronica lasciando all’ascoltatore un patrimonio di suoni ed emozioni da assaporare in più ascolti sempre diversi. Wasabi fa tesoro di tutto ciò e forse anche di altro che nel frattempo ha saputo catturare nella sua essenza. Quest’opera prima offre di sé un’identità ben definita, caratterizzata da una trama sonora, musicale, artistica di pregevole fattura attraverso la quale si avverte il flusso ininterrotto di idee fino a dare a chi ascolta l’impressione di trovarsi davanti a una piccola orchestra che sintetizza e dilata a piacimento la materia sonora. Gli attori di questo progetto sono: Lorenzo Feliciati (autore della quasi totalità dei brani) al contrabbasso, il cui incedere poderoso il cui incedere poderoso e incalzante sostiene e valorizza l’agile drumming di Emanuele Smimmo alla batteria, Alessandro Gwiss al piano acustico e al Moog Piano System col quale allarga in alcuni momenti gli orizzonti musicali del trio. Un pianismo, quello di Gwiss, pieno di gusto, tutto fughe in avanti, intervallate a silenzi memori della lezione del grande Bill Evans, teso ad un mirabile interplay con i compagni. Un progetto musicale, questo di Wasabi, che ci fa dire di essere di fronte a una delle più belle realtà artistiche degli ultimi anni.

Gabriele Longo (Chitarre)

WASABI Wasabi Picanto Records/Egea Records Wasabi è la denominazione di un progetto nuovissimo(oltre ad essere il titolo dell’omonimo cd) costituito da tre musicisti ben noti nel panorama italiano e non solo. Si tratta di Lorenzo Feliciati (contrabbasso), Alessandro Gwiss (pianoforte e strumenti elettronici) ed Emanuele Smimmo (batteria). L’atmosfera che la musica di questo lavoro ci fa respirare è acustica, ma assolutamente di confine e non tradizionale, con diversi cambiamenti di rotta e altrettante incursioni in territori dai tratti indefiniti e, per questo, davvero notevoli. Le composizioni, tutte davvero molto belle,sono offerte per la maggior parte da Feliciati, con l’aggiunta di due brani firmati da Gwiss, che qui offre un contributo notevole per ciò che riguarda la sonorità del trio. Le sue esecuzioni sono di rara bellezza e incredibilmente espressive, così come del resto accade per i bravissimi Feliciati e Smimmo, che recitano una parte importantissima nell’equilibrio del trio, portandolo a muoversi con assoluta agilità verso qualsiasi direzione. Sembra quasi di assistere a un’evoluzione del concetto ECM, questa volta però con un suono e una mentalità compositiva decisamente proiettate verso il futuro. Bellissimo.

Roberto Baruffaldi (Percussioni)

WASABI wasabi Picanto Records/Egea Records Piccante!!! In tutti i sensi, questo disco d'esordio dei Wasabi è veramente un concentrato di musica pazzesco. Trio formato da Alessandro Gwiss al Piano e Moog, Lorenzo Feliciati al contrabbasso e Emanuele Smimmo alla batteria. Dopo aver ripetutamente ascoltato questo disco posso dire che la cosa che più è evidenziata dalle undici tracce che compongono il lavoro dei Wasabi è l'alchimia la chimica che si sente tra i musicisti. La maggior parte delle composizioni sono ad opera di Lorenzo Feliciati altre due di Alessandro Gwiss. I temi e le melodie risultano molto piacevoli e fresche il tutto contornato dal drumming di Emanuele Smimmo che sottolinea e valorizza sempre con gran classe quello che gli succede intorno. E davvero a questo disco non manca nulla, tutto quello che si cerca nel jazz moderno c'è. Grande musicalità da parte di tutti e tre i componenti una ricerca dei colori mai pesante e sempre fresca, un interplay veramente stellare. Un disco d'esordio che evidenzia una vena compositiva ed esecutiva di altissima qualità e che fa ben sperare per il futuro! Per quanto riguarda il piano e l'uso del moog devo dire che Alessandro Gwiss dimostra un'intelligenza e un gusto notevole, l'uso dell'elettronica è intrecciata al resto della band con grande maestria, portando così la tradizione del trio in una dimensione più innovativa. Tradizione nell'innovazione! BRAVI!!!

Alberto Croce (Planet Drum)

In anteprima nazionale a Castrovillari Cuong Vu e I Wasabi
Una fantastica serata all'insegna del jazz moderno ad altissimo livello, molto ricca d'atmosfera e con una grandissima partecipazione di pubblico, quella a cui hanno dato vita Cuong Vu e il trio Wasabi, per la prima volta insieme sullo stesso palco.
Il concerto, che si è svolto nella piacevole cornice del giardino di Palazzo Varcasia, inserito nel cartellone stellare del Peperoncino Jazz Festival, ottava edizione, ha chiuso in bellezza la cinque giorni della rassegna di etno-jazz "Suoni", curata dalla Pro Loco del Pollino. Rassegna quest'ultima giunta con successo alla sua quarta edizione che anche questo anno ha regalato al capoluogo del Pollino cinque serate di musica ad altissimi livelli. Un ospite d'eccezione dunque per le due rassegne: Cuong Vu e la sua tromba, vietnamita di nascita e attualmente stabilitosi a New York, considerato uno dei maggiori talenti della scena jazz americana. Il trombettista di Pat Metheny ha splendidamente duettato con tre virtuosi nostrani, i Wasabi, fulgido esempio della formula del trio (piano, contrabbasso e batteria) dove sono confluite le esperienze nel jazz, nel rock, nella musica contemporanea e in quella elettronica dei tre componenti. Un progetto artistico inedito il loro, che li vedrà ancora insieme, nell'ambito del Peperoncino Jazz, a Scalea (ieri per chi legge) e nel centro storico di Rende questa sera. Un concerto che ha visto alternarsi atmosfere rarefatte e momenti energici e vigorosi nell'esecuzione dei brani tratti dal disco d'esordio omonimo dei Wasabi, prodotto dalla Picanto Records di Sergio Gimigliano, direttore artistico del Peperoncino Jazz. In un incredibile interplay fra la poderosa batteria di Emanuele Smimmo, la scintillante ritmica del piano e le sperimentazioni elettroniche di Alessandro Gwiss, l'impeccabile contrabbasso di Lorenzo Feliciati e la raffinatezza del suono della tromba di Vu, contaminata dall'uso di delay e distorsione il concerto ha catturato il numeroso pubblico presente sin dalle prime battute. "The meeting", "Waiting, doping and dreaming", "The talking asshole", "Wasabi song", "Stolen drums", "Autostrade" sono alcuni dei brani che i quattro musicisti hanno eseguito, la maggior parte di essi composti da Lorenzo Feliciati, in un raffinato mix che guarda alla tradizione, ma che mira dritta alla fonte delle emozioni rinnovabili. Tecnica straordinaria ed eclettismo per suoni cristallini e sempre espressivi hanno reso il concerto estremamente vivace sia per i puristi del jazz che per gli amanti della buona musica. Dopo l'ultimo pezzo in scaletta "Under the Christmas Tree" i quattro sono stati richiamati con forza dagli applausi per un ultimo pezzo.

Domenico Donato

FANO JAZZ BY THE SEA 2009
Martedì 28 luglio, dal Palco sull'acqua della Marina dei Cesari siamo stati inondati da un caleidoscopio di suoni etnici multicolori. La cascata d'arcobaleno sonoro è stata ininterrotta fino alle 24,00, due gruppi si sono avvicendati sul palco a deliziarci con la loro ricchezza di note, estratte da una cornucopia divertente e coinvolgente.
……Nell'atmosfera della tarda notte arrivano i Wasabi meets Cuong Vu. Wasabi è un trio, piano-bass-drums, ma non nel senso classico, qui l'elettronica del pianista Alessandro Gwiss entra in gioco in maniera determinante nella ricerca di sonorità nuove, la ritmica è svolta su profondità intense e tormentate e il pianoforte esprime un forte lirismo ascendentale. La presenza, in tutti i brani, del trombettista vietnamita Cuong Vu, ha reso la musica dei Wasabi travolgente e piena di suggestioni elettroniche; Cuong Vu è tra i più interessanti trombettisti del momento, il suo fraseggio di Davisiana memoria è impeccabile e non manca di nuove aperture sonore.

Cosimo Tomassini

 


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