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WASABI TRIO

Corriere Della Sera (Io Donna)
di Filippo Bianchi

Il pianista Alessandro Gwis, il Contrabbassista Lorenzo Feliciati e il Batterista Emanuele Smimmo danno vita ad un bel trio pieno di verve e di "fuoco", con in più il coraggio di non rifugiarsi nel porto rassicurante del repertorio standard, per osare tutte composizioni proprie. Quando entra in scena il formidabile trombettista Cuong Vu, lo fa come una mosca: ovviamente non nel senso di fastidioso, ma di veloce e totalmente imprevedibile, zigzagante. I suoi interventi incrementano un tasso di originalità peraltro già piuttosto alto.

“Il trio Wasabi colpisce immediatamente per la forte personalità del progetto e per una concezione del trio piano-basso-batteria molto originale. Ascoltando la loro musica si rimane trasportati, brano dopo brano, da colori e atmosfere immaginifiche e mai scontate... come in un viaggio.”
Rita Marcotulli

Nel loro nuovo album, Wasabi ci guida in un universo a tratti scono- sciuto ma delineato che appartiene a un preciso ordine cosmico della musica, quasi essa fosse segnata a priori: La formazione, qui e lì, raccoglie con naturalezza il testimone dello spiritual jazz per anni così poco considerato e che, grazie anche al trio romano, torna ad essere motivo di interesse ed indagine. Un modo per sottolineare l’aspetto introspettivo e più intenso di un bel viaggio.
Ernesto de Pascale

Wasabi è un gruppo jazz classico secondo la migliore accezione del termine, una formazione contemporanea italiana che non teme il confronto internazionale. Dietro un sobrio quanto competente uso di avamposti non convenzionali, Wasabi cela un gusto antico che rimanda alla migliore stagione della coscienza jazzistica. Il trio, composto da musicisti appartenenti a una generazione che ha riscritto il jazz usando la carta da musica di 40 anni fa senza cancellarne le note già scritte, suona linee melodiche, ritmiche, armoniche e contrappuntistiche che - tese - costituiscono una ragnatela capace di imprigionare l'ascoltatore senza mai lasciarlo andare. Nel loro nuovo album, Wasabi ci guida in un universo a tratti sconosciuto ma delineato che appartiene a un preciso ordine cosmico della musica, quasi essa fosse segnata a priori: La formazione - qui e lì - raccoglie con naturalezza il testimone dello spiritual jazz per anni così poco considerato e che - grazie anche al trio romano - torna ad essere motivo di interesse ed indagine. Un modo per sottolineare l'aspetto introspettivo e più intenso di un bel viaggio.
Ernesto de Pascale

 


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